Per Perugia

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Il nuovo paradigma scientifico (la vera natura della crisi e come uscirne)

17 maggio, 2012 · Accade a Perugia, Attualità Politica Nazionale, Attualità Politica Umbra, Cultura

Volentieri ospitiamo nel nostro blog l’articolo di Marco Mandarini, nostro amico e associato, già pubblicato sul sito www.solitaly.org/SOL/.

In questo periodo, in tutta la stampa nazionale ed internazionale, sono presenti articoli, saggi, con i quali, politici, economisti, sociologi cercano di spiegare la grave situazione che stiamo vivendo. Le risposte date dagli addetti ai lavori hanno però un deficit culturale di fondo: non sono organiche e strutturali, ma parziali e frammentate. In buona sostanza, non sembrano soddisfare le domande complesse, che vengono dal profondo della società. Ritengo infatti che i  problemi che hanno investito il pianeta, sono ancor prima che economico-finanziari, di natura morale e spirituale.  Il punto è che le certezze che la cultura ufficiale ci ha tramandato nel corso dei secoli fino ad oggi sulla natura della realtà non corrispondono a verità, quindi non funzionano. Qual è il significato della crisi collettiva che sta colpendo tutti i settori della nostra vita, dove stiamo andando? Ritengo che non si può parlare seriamente di questi argomenti senza fare  i conti con gli sviluppi della scienza  degli ultimi 50/60 anni. Mi riferisco soprattutto alla matematica frattale, alla fisica quantistica, alla biologia evolutiva, alle neuroscienze, i cambiamenti che queste discipline favoriscono,  stanno accompagnando l’umanità verso nuovi orizzonti. Quello che appare sempre più chiaro è che la vita che abbiamo scelto di condurre, non è coerente con chi siamo veramente. Mi rendo perfettamente conto che il ragionamento che andrò a fare esce dai schemi a cui siamo abituati, ma credo sia giunto il momento di cominciare a vedere le cose da una prospettiva diversa. Ciò che non funziona più, è la visione meccanicistica e materialistica che domina da secoli la nostra cultura, la globalizzazione  rappresenta la massima espressione di questa idea, ma anche il più alto punto di crisi. Viviamo questa grande contraddizione, nel corso dei secoli,  c’è stato un enorme  progresso tecnologico, ma non c’è stata crescita dal punto di vista spirituale. La cultura di mercato che ci domina, ha deviato l’uomo da quelli che sono i suoi  veri interessi: salute, amore, benessere psico-fisico, difesa dell’ambiente, alimentando bisogni inutili e dannosi. Questa visione artificiale della vita ha allontanato le persone da se stesse, creando una specie di ipnosi collettiva. Le cose stanno cambiando, c’è un risveglio delle persone, i vecchi schemi sono saltati, c’è una coscienza nuova che cresce di giorno in giorno, nei giovani, donne e uomini, dotati di onestà intellettuale che vogliono una giustizia vera, libertà e prosperità per tutti. I cittadini sono sempre meno interessati al pil, allo sviluppo quantitativo e sempre più cercano di dare un senso di autenticità alla loro vita. (continua…)

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I Longobardi in Italia. I luoghi del potere

14 maggio, 2012 · Accade a Perugia

Cari Amici,
volentieri diffondiamo l’invito alla presentazione del Sito UNESCO “I  Longobardi in Italia. I luoghi del potere”,  promosso da Donatella Scortecci venerdì 18 maggio 2012 alle ore 16 presso la Sala del Consiglio del Palazzo della Provincia.
Noi di perperugia e oltre

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Perugia 18 maggio 2012.
Viene presento a Perugia il progetto
“ I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”,
iscritto  nel 2011 nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Si tratta di una candidatura seriale, unica nel suo genere, per aver racchiuso in un solo sito sette importanti testimonianze monumentali dei “Longobardi italiani”: il Tempietto e la Gastaldaga di Cividale del Friuli, il monastero di Santa Giulia a Brescia, il castrum di Castelseprio-Torba (Va), il Tempietto sul Clitunno a Campello (Pg), la chiesa di San Salvatore a Spoleto, la chiesa di Santa Sofia a Benevento,
il santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo (Fg).
Il progetto  è presentato per la prima volta in Italia, in occasione di un evento promosso dall’Università degli Studi di Perugia, a cura di Donatella Scortecci, docente dell’Ateneo umbro, che ha coordinato il dossier scientifico con una equipe di studiosi di assoluto prestigio: Mariarosa Salvatore, Marcello Rotili, Marina De Marchi, Alessandra Quendolo, Luca Villa, sotto la direzione tecnico-scientifica di Angela Ferroni, funzionaria del MIBAC.
L’iscrizione ha coinciso fatalmente con i festeggiamenti per l’Unità Nazionale, le cui radici vanno ricercate proprio in quel medioevo barbarico di cui il popolo longobardo fu primo attore in Italia.
Lo studio ha permesso di riconsiderare in modo ampio e interrelato la loro cultura evidenziando le peculiarità e i caratteri comuni dei siti; ampliando la prospettiva d’indagine anche ad ambiti sovranazionali, con i quali sono stati istituiti interessanti  raffronti, in grado di spiegare e giustificare l’eccezionalità del portato dei Longobardi.
Partiti dalla Scandinavia, giunsero nel nostro paese dopo una lunga peregrinazione attraverso l’Europa del nord.
Nel VI secolo iniziarono progressivamente ad occupare la penisola, spartendola con i Bizantini.
“Il popolo dalla lunga barba”, a contatto con la straordinaria cultura mediterranea, si trasformò da tribù analfabeta e guerriera in popolo raffinato e amante della tradizione classica, cristianizzato ma rispettoso delle proprie tradizioni nordiche.
I beni iscritti sono profondamente diversi ma rappresentano, tutti, le eccellenze di questa nuova identità dei Longobardi in Italia.
La presentazione, realizzata con il patrocinio dell’Unesco, della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Umbria, la Regione dell’Umbria, la Provincia di Perugia, i Comuni di Campello e Spoleto, la Camera di Commercio e l’associazione Italia Langobardorum, che rappresenta tutti i sette beni iscritti, vuole promuovere un dialogo costante tra conoscenza, promozione, tutela, riqualificazione paesaggistica e valorizzazione socio-economica dei territori di riferimento delle aree.

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L’appello dell’associazionismo cittadino. Liberiamo insieme Perugia

10 maggio, 2012 · Accade a Perugia

Gli ultimi intollerabili e drammatici fatti di violenza che hanno avuto luogo nel cuore della città, in uno dei centri storici più belli d’Italia, impongono una risposta ferma e immediata. Le nostre associazioni, che rappresentano la parte più attiva della società civile perugina, vogliono essere partecipi di questa risposta, che necessariamente si dovrà dare, di fronte a questo vero e proprio attacco alla libertà e alla civile convivenza di Perugia.
Da tempo e più volte abbiamo evidenziato il lento degrado che sta uccidendo la città capoluogo e in modo particolare il suo centro storico, svuotato di senso e socialità e sempre più ostaggio di gruppi criminali, di spacciatori e bande che si combattono - da ultimo anche con le armi - per il controllo del mercato della droga.
Questa situazione non può più essere in alcun modo tollerata.
Chiediamo pertanto di poter esercitare e mettere in pratica attivamente quel senso di corresponsabilità verso le sorti della città e della comunità che è alla base del nostro impegno civile. Quindi, invitiamo tutti i rappresentanti delle istituzioni democratiche preposte al controllo e alla difesa del tessuto sociale, a coinvolgere la cittadinanza, l’associazionismo e tutte le forze sane di Perugia, in un grande movimento di Liberazione cittadina.
Le forme e i modi possibili per incanalare queste forze positive sono molteplici. Si decida insieme, ma lo si faccia in fretta. Perché il tempo dell’attesa è finito.

Libera Umbria

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Fotografica di Enzo Ragazzini

7 maggio, 2012 · Accade a Perugia

Cari Amici,
volentieri segnaliamo la mostra del nostro amico e associato Enzo Ragazzini.
perperugia e oltre
Sabato 12 maggio 2012 ore 18.00 Vernissage


Dal 12 maggio al 30 giugno 2012 ss71 n. 19 Città della Pieve - Perugia

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La politica dei piccoli… sottopassi

7 maggio, 2012 · Accade a Perugia, Cultura

sottopasso-via-perilli-2La sicurezza!
Argomento niente male con i tempi che corrono… e corrono anche tossici, ladruncoli, spacciatori, alcolizzati, corrono e finiscono nel sottopassaggio della stazione di Fontivegge.
Effettivamente rendendo il luogo poco frequentabile dalle cittadine e dai cittadini che non appartengono alle categorie professionali sopracitate.
Ebbene, che fare per “bonificare” quel piccolo girone infernale?
La soluzione l’ha trovata il consigliere comunale Luigi Bori.
Dunque, si prendono un po’ di graffitari (quelli per intenderci che dipingono con allegorie varie i muri cittadini) e gli si dà il permesso di sfogare la propria vena artistica a Fontivegge.
Il risultato è garantito - secondo Bori- e ovvio!
Spariranno i cattivacci!
E’ vero che qualcuno potrebbe chiedersi perchè mai un murale dovrebbe svolgere funzioni di solito riservate a carabinieri e polizia.
Le risposte potrebbero essere varie, ne tentiamo qualcuna:
A) i cattivacci hanno diversa sensibilità estetica;
B) i cattivacci non gradiscono i murales;
C) i cattivacci sono allergici all’odore delle vernici;
D) i cattivacci hanno paura dei graffitari;
E) i cattivacci si pentono dinnanzi all’arte, colti da sindrome di Stendhal;
F) i cattivacci sono elettori di Bori;
G) cattivaccio e graffitaro sono la stessa persona, quindi se dipinge non delinque;
H) i murales illustrano la vita del consigliere Bori, terrorizzando i cattivacci;
I) Bori in realtà è un graffitaro disoccupato;
L) Bori pensa che graffitaro significhi aggredire i cattivacci e lasciare loro sul viso segni e cicatrici;
M) i cattivacci pensano che “Bori” sia un insulto in dialetto romano e, dispiaciuti, se ne vanno.
Qui ci fermiamo, anche per lasciare ad altri il compito di trovare risposte in più.
Proposta: ma se prendessimo i cattivacci, i graffitari, Bori e i suoi elettori e li vendessimo su e-bay?
Con i soldi ottenuti potremmo pagare gli straordinari alle forze dell’ordine perchè controllino il sottopassaggio di Fontivegge, due imbianchini per dare una bella pulita, e con quello che avanza organizzare una bella cena popolare, naturalmente nel sottopassaggio!
Bori, Bori…

Marco Pedercini

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Il funzionamento dei trasporti pubblici

3 maggio, 2012 · Accade a Perugia

Siamo in dirittura d’arrivo.
Pubblichiamo le ultime risposte date dai cittadini sulla qualità della vita nella nostra città.
Questa volta è stata fatta una domanda relativa ai mezzi pubblici:

7aquesitoCosa pensi del funzionamento dei trasporti pubblici?
La maggior parte delle persone interpellate non ha un parere positivo rispetto al funzionamento dei trasporti pubblici: è troppo costoso, ha tratte insufficienti, collegamenti con le periferie poco frequenti - se non assenti - e comunque non strategici. Il servizio di trasporto pubblico è troppo costoso a fronte di zone scarsamente servite e percorsi tortuosi.
I vari mezzi di trasporto (autobus, mini metrò e treno) sono scarsamente integrati fra loro.
Inoltre, il mini metrò termina le corse alle ore 21 (facendo “orari di ufficio e ferie” in agosto) e gli autobus alle 23 circa, se parliamo della volontà di rilanciare il centro storico facendo affluire più persone (specialmente nella fascia serale) questo mal si collega alle reali esigenze dei cittadini. I parcheggi continuano al essere esageratamente costosi e l’accesso al centro storico è difficoltoso, limitato e quasi impedito con lo ztl (zone a traffico limitato).
Per i cittadini intervistati, la spesa pubblica per la realizzazione di un mezzo di trasporto come il mini metrò, ad esempio, è stata smisurata rispetto alle proprie reali esigenze, in più ha comportato una riorganizzazione degli altri mezzi di trasporto che è risultata difficoltosa per orari, tratte percorse ed ha finito per penalizzare alcune zone della città ora difficilmente servite.

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Moda. Dalla nascita della haute couture a oggi

30 aprile, 2012 · Accade a Perugia

Cari Amici,
volentieri segnaliamo il libro in uscita di Sofia Gnoli.


Dall’egemonia francese della seconda metà dell’Ottocento a oggi, il volume ripercorre la storia della moda così come si è venuta ad affermare nella sua fase moderna quando con Charles Frederick Worth nacque la figura del sarto inteso non più come semplice artigiano, ma come ideatore di fogge, per arrivare all’età contemporanea.
Accanto ai profili dei più importanti designer internazionali da Chanel a Dior, da Armani a Valentino, da Gucci a Prada, vengono ricostruite le tappe fondamentali dell’affermazione della moda e seguiti i suoi passaggi dalla haute couture al prêt-à-porter, fino alla globalizzazione e alla fast fashion che hanno caratterizzato il primo decennio del Duemila.

Sofia Gnoli è storica della moda e giornalista, insegna Storia della moda alla Sapienza Università di Roma.
Collabora, come esperta di moda contemporanea, con “Il Venerdì di Repubblica” e con “Vogue Italia”.
Fra le sue pubblicazioni: La donna, l’eleganza, il fascismo (Edizioni del Prisma, 2000), Moda & Cinema: la magia dell’abito sul grande schermo (Edimond, 2002), Un secolo di moda italiana 1900-2000 (Meltemi, 2005), Moda e teatro (Meltemi, 2008).

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Una storia chiusa di Clara Sereni

24 aprile, 2012 · Accade a Perugia

Cari Amici,

volentieri segnaliamo questo libro in uscita della nostra associata Clara Sereni.

Con Una storia chiusa Clara Sereni ha scritto un romanzo che ci racconta da dove veniamo e traccia un ritratto non rassegnato del presente:
un’Italia fragile, invecchiata, chiusa in se stessa, che non rinuncia però a sperare in un impegno collettivo verso il futuro.

CLARA SERENI (Roma, 1946) ha maturato diverse esperienze nel campo delle politiche sociali, traendone non di rado spunti per i suoi libri. Ha pubblicato CasalinghitudineManicomio primaveraIl gioco dei regniEppure, Passami il sale (disponibili in Bur), Sigma Epsilon, Le merendanze, Il lupo mercante (Rizzoli 2007). Dirige per l’editore Ali&no la collana “Le farfalle”.

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Vengo da marte (ma in realtà vivo a Via Birago)

12 aprile, 2012 · Accade a Perugia

boccali-su-mercato-copertoCaro Sindaco Boccali, è sintomo di saggezza e umiltà guardare alle cause, non alle colpe né alle responsabilità, e imparare dal passato. Il fatto che Lei si assuma l’onere di non avere fatto tutto per creare il clima giusto per la valutazione del progetto Mercato Coperto è molto apprezzabile ma non coglie il nocciolo del problema. Vorrei iniziare dalla Sua conclusione che spiega molto dell’oggi, di ieri e conseguentemente del domani: viene da Marte chi pensava di farsi sostenere un progetto con 10 milioni di soldi pubblici

Di più, quando tratteggia un’ipotesi per il futuro, Lei traccia un perimetro i cui vertici sono: zero finanziamento pubblico, centralità  delle funzioni di mercatoparcheggio, ricerca di progetti imprenditoriali basati sullo sfruttamento delle aree e degli edifici pubblici. Ecco, io ritengo che il progetto Mercato Coperto sia fallito proprio a causa dell’esistenza e persistenza di questo quadro di riferimento. E’ a queste condizioni che il progetto non stava in piedi ed alla fine, non a caso, non c’è stato.

Qualche cosa di più, dunque, di un clima di incomprensione e discordia non proprio gestito al meglio. Quello che è accaduto è invece l’esito, per me scontato da tempo, di scelte politiche, tecniche ed amministrative. Scelte magari obbligate ma, visti i risultati, evidentemente non in grado di consentire di portare in porto un progetto che, lo ripeto, aveva la riqualificazione del Mercato Coperto come strumento e non come fine. L’obiettivo più importante e di lungo periodo era la permanenza, tramite la sua espansione e modernizzazione, della funzione commerciale nell’ acropoli. Assicurare che ciò accada è in ogni caso necessario, mi viene da dire vitale, ed occorre un piano B che, per avere possibilità di successo, non può partire dagli stessi vincoli cui era sottoposto il progetto precedente. Due piccole note al margine, una paradossale, provocatoria e “terrestre”, l’altra un po’ impertinente. Se il patrimonio pubblico presente nell’area del Pincetto possiede quel rilevante valore economico tale da innescare la convenienza di un investimento privato  senza risorse pubbliche aggiuntive, perché allora non venderlo al migliore offerente? Autorizzazioni e progetto, in fondo, già esistono…E’ così sicuro che, anche di questi tempi, i finanziamenti pubblici provengano solo da Marte? In fondo l’ho sempre pensato che a Bruxelles vivessero su un altro pianeta ma non pensavo che fosse all’interno del sistema solare.
Massimo Ciuffini

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Come utilizzeresti gli edifici abbandonati della città?

11 aprile, 2012 · Accade a Perugia

quesito1

Mentre Perperugia ragiona sul riutilizzo delle aree e degli edifici abbandonati, arriva la notizia dell’abbandono del progetto per il mercato coperto.
Da una parte le cittadine ed i cittadini riflettono su cosa fare, dall’altra sembrerebbe non esserci un euro per fare qualcosa concretamente.
Dalle risposte al nostro quesito emerge una gran voglia di condivisione degli spazi cittadini, con una grande preponderanza di scelte dirette ad un arricchimento culturale di Perugia.
Voglia che va a sbattere impietosamente con la crisi economica - vedi appunto mercato coperto - rimettendo in discussione un recupero che sembrava ormai cosa fatta.
E allora: come se ne esce?
I privati non hanno liquidità, le istituzioni neanche a parlarne.
Noi però ci rifiutiamo di arrenderci; quindi sembra evidente come a dover decidere siano le cittadine e i cittadini.
Cosa fare appare chiaro: diamoci da fare con il come !!!

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