I giovani umbri al lavoro nei campi confiscati alle mafie

n43605943146_4235Di ritorno da un campo di lavoro di Libera in Calabria, nei territori confiscati alle mafie, una ragazza commenta così la sua esperienza:

L’esperienza che abbiamo vissuto (e parlo al plurale perchè questa e-mail nasce da un luuungo discorso con gli altri) ci ha toccato veramente nel profondo…ci ha fatto ricredere su molte cose, ci ha fatto cambiare, ci ha fatto crescere. E quello che vogliamo, ora, è che il 12 luglio, il giorno in cui abbiamo lasciato Polistena, non sia un punto di arrivo, una fine, il capolinea. Deve essere un inizio. L’inizio di qualcosa di veramente grande, di veramente importante, che sia nelle mani di noi giovani. Perchè quello di cui ci siamo resi conto è che il cambiamento sta in ogni singolo, meglio se giovane..perchè la nostra presenza lì, in quei campi, è una presenza forte, è la presenza di persone che hanno saputo fare una scelta anche se hanno tutta la vita davanti..

Non sappiamo di preciso di cosa stiamo parlando, ma vorremmo sapere se fosse possibile “fondare” un gruppo di giovani contro la mafia, qualcosa che non sia “Libera”, ma che sia “Libera GIOVANI“, qualcosa che sottolinei la nostra importanza..e se non fosse possibile se ci puoi dare qualche consiglio per fondarne uno indipendente..perchè ci teniamo veramente…ma veramente tanto.
Grazie
Giulia & company

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