Il Laboratorio: ‘Il giardino nel tempo’

mailgooglecomPerugia: dalla Cupa alla Cuparella di Pietro Porcinai, al Campaccio e oltre…
(Autunno 2010 – Primavera 2011)

E’ il primo di una serie di Laboratori che con cadenza periodica l’Associazione Pietro Porcinai, nata nel novembre del 2009, vuole organizzare in varie città d’Italia su differenti tematiche.

A partire dalla riscoperta dell’opera di Porcinai, paesaggista di fama internazionale, vogliamo far emergere il suo metodo di lavoro basato sull’analisi delle caratteristiche dei luoghi con progetti di alta qualità funzionale ed estetica in stretta relazione con i bisogni degli abitanti: un insegnamento auspicabile per il nostro presente.
Si affronterà il tema della riqualificazione in corso del giardino del Campaccio e della frattura che questa rappresenta rispetto al parco della Cuparella disegnato da Pietro Porcinai nel 1948 e il tema del necessario restauro e della valorizzazione delle mura di Perugia in relazione al contesto urbano, lungo il percorso esterno del parco e degli altri spazi verdi che ancora circondano la città.
Il Laboratorio vorrebbe porsi come tavolo di confronto in cui i tecnici ed i professionisti coinvolti nel progetto di riqualificazione possano incontrare paesaggisti, architetti, agronomi e studiosi esperti del contesto su cui il giardino insiste e i fruitori del luogo, con il dichiarato intento di favorire uno scambio costruttivo di conoscenze e di idee.
Siamo consapevoli che il contesto urbanistico e funzionale del Giardino della Cuparella è cambiato dal 1948 a oggi.
Vorremmo però salvaguardare i valori che quel progetto esprimeva, in particolare la modernità del pensare a inserire in un contesto paesaggistico di qualità la nuova infrastruttura della galleria (poi galleria Kennedy), l’attenzione alle preesistenze storico artistiche delle mura, la piantagione di alberi e arbusti caratteristici del paesaggio umbro, la funzione di mediazione tra la città storica e la nuova espansione del dopoguerra.

MANDATECI LE VOSTRE FOTO DI FAMIGLIA SCATTATE NEL GIARDINO DELLA CUPA E I RICORDI DI VOSTRI MOMENTI SPECIALI VISSUTI NEL GIARDINO

La storia del giardino della Cuparella coincide con quella di uomini e di donne che ancora vivono a Perugia.
Poiché la storia dei luoghi urbani del secondo 900 si intreccia con la memoria delle singole persone, chiediamo a tutti coloro che conservano un ricordo particolare del giardino della Cupa di condividerlo: una foto di famiglia scattata nel giardino per una ricorrenza o per un caso fortuito, un ricordo di un percorso da casa a scuola, o dalla campagna in città, o di pomeriggi di giochi, di un’amicizia o di un amore nato in quel giardino.
Potete inviare le foto (accompagnate da una didascalia esplicativa e dalla data, anche approssimata, in cui sono state scattate) e i vostri ricordi legati al giardino della Cupa (max 2000 battute) a info@perperugia.it. Se preferite la forma cartacea, potete inviare le vostre foto all’indirizzo Associazione Perperugia ed oltre, Piazza Ansidei 4, 06123 Perugia o portarle a Foto Ottica Fratticioli, Piazza Italia 10 che le riprodurrà anche in mancanza di negativo.

Tutti i documenti inviati saranno utilizzati per ricostruire, come fosse un puzzle a più mani, la fruizione e la percezione del giardino come luogo urbano che accoglieva il flusso delle vite di chi vi sostava o lo percorreva.
Perciò vi chiediamo anche di inviare insieme alla foto o a un vostro ricordo scritto, l’autorizzazione a riprodurre la foto e a utilizzare il testo inviato.

4 Comments on Il Laboratorio: ‘Il giardino nel tempo’

  1. Gentile Associazione, faccio parte di un gruppo di cittadini che fin dal 2008 (anno in cui il progetto di riqualificazione del Campaccio venne presentato alla Sala dei Notari a cura del Garden Club) hanno in ogni modo espresso il loro profondo dissenso nei confronti del progetto. Sarei grata quindi se ” Per Perugia” volesse tenerci aggiornati sull’esito degli incontri promossi dall’Associazione Porcinai. Vorrei con l’occasione segnalare il pericolo che sta correndo l’area verde sottostante i giardini della Cupa di proprietà dell’Istituto Don Bosco lungo Viale Pellini, ceduta dalla Scuola al Comune di Perugia per la costruzione di un parcheggio pubblico a gradoni a cielo aperto. Dovrebbe accogliere 51 posti auto. Si tratta di ciò che resta del giardino cinquecentesco di Malatesta IV Baglioni, come ha dimostrato con le sue ricerche condotte presso l’Archivio di Stato il prof. Luciano Giacchè, un orto storico tutelato dalle norme. Come il progetto della Cupa anche questo progetto ha ricevuto l’autorizzazione della Soprintendenza e i lavori stanno per partire. Penso sia urgente l’intessamento forte di architetti paesaggisti ma anche quello di associazioni culturali e ambientaliste, considerata l’importanza dei beni culturali presenti nell’area (la Torre antica, la cisterna di San Prospero, i cunicoli sotterranei, gli orti storici).
    Se anche questo progetto destasse il vostro interesse (o anche solo la semplice curiosità) potrete trovare adeguata documentazione fotografica presso il sito del giornale on line “La Tramontana” nell’archivio della sezione “I colori del futuro” inserito in data 5 settembre 2010 . Vi ringrazio dell’attenzione che vorrete riservare alle mie richieste e segnalazioni. Maria Pia Battista

  2. Cara Maria Pia, la terremo certamente aggiornata sui prossimi incontri dell’Associazione Porcinai. Ho mandato questo suo intervento a chi di noi si sta occupando del laboratorio sulla Cuparella. Conto che uno di loro le faccia un’interlocuzione circostanziata. Grazie della segnalazione. Daria Ripa di Meana

  3. Cara Mapi,
    l’Associazione Porcinai ha deciso di affrontare la questione del parco della Cupa organizzando, con un’ampia collaborazione, un “Laboratorio” con un duplice obiettivo: trovare un’intesa con il Comune per un successivo intervento che prenda in considerazione le due emergenze del luogo (la cinta muraria della città e il giardino di Porcinai), ignorate dal progetto approvato; formulare un metodo di carattere generale sotto forma di “Linee Guida” da offrire ad Amministrazioni locali, progettisti e operatori del settore come strumento di orientamento per una corretto recupero degli spazi verdi urbani, proprio per evitare in futuro quello che è successo alla Cupa.

    Il Laboratorio è articolato in tre fasi: nella prima sono previsti incontri organizzati presso il Comune di Perugia con la partecipazione dei tecnici comunali e degli attori coinvolti nel progetto del Giardino del Campaccio, per confrontarsi sulle problematiche della progettazione e della gestione del luogo in oggetto, anche per capire fino in fondo intenti e motivazioni del Comune in quest’opera; nella seconda fase, interna all’Associazione Porcinai, verranno elaborate le “Linee Guida”; nella terza fase, infine, verranno presentati, in un’iniziativa aperta alla partecipazione del pubblico, sia i risultati emersi dagli incontri con il Comune sul parco della Cupa e dintorni, sia le Linee Guida elaborate dall’Associazione.

    Nella prima fase, come puoi ben immaginare, il mio intento è quello di spostare l’attenzione dal singolo oggetto (Campaccio) al problema più generale degli spazi verdi urbani, riconsiderati nel loro insieme invece che smembrarli in singoli pezzi. In questo caso, poi, l’unitarietà del luogo (il fosso della Cupa) è fisicamente evidente e i due versanti, Pellini e San Prospero, devono essere ricomposti con il parco della Cuparella e con il Piazzale della Cupa in un unico progetto, certamente realizzabile per stralci, ma organicamente concepito.
    l’alibi della mancanza di soldi, fa da scudo alla mancanza di cultura.

    Penso che si tratti di una missione impossibile e in questo momento di grande confusione e sbandamento non resta che la testimonianza a futura memoria!
    Con affetto.
    Luciano

  4. Gentile prof. Giacchè,

    la ringrazio per le informazioni che ha voluto dare in merito ai lavori del laboratorio sui Giardini della Cupa. La ringrazio anche del tono confidenziale e soprattutto della sua pazienza, pazienza che qualche volta io invece rischio di perdere. Spero che il suo esempio mi possa servire da guida. Maria Pia

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