LA PRIGIONE DELL’UMANITA’

L’umanità in gabbia

“In conclusione, inutile girarci intorno: il deep web mi ha solo confermato i veri rischi dell’umanità intera. E alla fine ho dato pace alle mie ossessioni. Questo mondo stupendo, dove i social media prediligono contenuti lievi, che non mostrano morte, disperazione, malattia e sofferenza, non sono che la prigione dell’umanità. (…) L’uomo inizia ad essere schiavo di chi crea gli strumenti per domarlo: ma quando sarà servo dei suoi strumenti, allora l’uomo non avrà futuro. E se nel 2036 un solo computer potrà avere la capacità di calcolo dell’intera umanità, non sarà difficile immaginare come il mondo procederà verso una conversione: non più digitale ma androide. Questo renderà tutto interessante e porterà a una rivolta dal basso. Ci sarà un cambiamento ancora più marcato dell’economia mondiale e gli Stati non avranno più rilevanza perchè indebitati, a differenza delle multinazionali che diventeranno sempre più ricche e potenti. Il mondo dei film futuristici, gli scenari già ampiamente raccontati nelle sceneggiature hollywoodiane dagli anni Settanta , quelle distopie inquietanti, potrebbero realizzarsi. (…) Questa è l’evoluzione della specie: un’umanità rilassata e sicura. Dentro la sua gabbia.”

Livio Varriale, La prigione dell’umanità, Ed. Minerva, pag. 170,171,172.