L’inconscio digitale

Oggi l’inconscio individuale sembra essere stato sostituito, come ha scritto lo studioso dei media digitali Derrick de Kerckhove, da un inconscio digitale, contenente dati, informazioni e saperi di cui si alimenta in continuazione online. E’ un inconscio che ha acquisito la capacità di definire la realtà quotidiana delle persone che abitano con assiduità la Rete, sia quella individuale sia quella sociale e con alcune differenze rispetto all’inconscio personale.

L’inconscio digitale, scrive De Kerckhove, non è individuale ma globale, ha una velocità estrema nel facilitare l’accesso alle sue componenti informative e di far emergere a livello conscio la marea di dati in esso contenuti e in modo che possano essere usati in tempo reale. L’esistenza e la forza del nuovo inconscio è tale da cambiare i comportamenti delle persone, la loro etica comportamentale sia individuale sia sociale. A determinare la diversità è la componente emozionale e il bisogno, che sembra impellente, alla condivisione di Sè senza alcun senso del pudore ma seguendo semplici pulsioni, desideri o frustrazioni e bisogni.